Lancio ciclo incontri “Riflessi di donne”
di Corinne Zaugg
Oltre al gran caldo, quest’estate ci ha fatto compagnia, rimbalzando dai social madia ai nostri quotidiani e viceversa, anche un vivace dibattito legato al tema dell’identità di genere. Una questione “spinosa ma necessaria” come l’ha definita Chiara Giaccardi nel suo bell’articolo su “Avvenire” del 31 luglio. “Spinosa” perché il sostantivo “gender” si è col passare del tempo, caricato di significati sempre più pesantemente negativi tanto da essere stata messa all’indice quasi come parola, e quindi pensiero, proibito, soprattutto nel mondo cattolico. E “necessario” perché non si può restare bloccati ai margini di un dibattito, rifiutandosi –per paura- di entrarne nel merito. E’ per questo che l’Unione Femminile che da sempre si occupa di pensare con le donne il tempo che stiamo vivendo, ha deciso di offrire a tutta la nostra diocesi –uomini, donne, sacerdoti, seminaristi, studenti della Facoltà, religiose e religiosi- l’occasione di confrontarsi su questo, come su altri temi legati al femminile e al maschile ai tempi del gender, grazie al contributo di sei teologhe italiane che fanno capo al Coordinamento delle Teologhe italiane. Il 19 settembre aprirà la danze, presso la Casa delle Suore di San Brigida a Lugano-Paradiso, Lucia Vantini, filosofa, teologa e insegnante presso l’istituto superiore di scienze religiose di Verona e presso gli Studi Teologici San Zeno e San Bernardino, che ci proporrà di affrontare l’argomento del maschile e del femminile, con “uno sguardo diverso”. E’ questo, infatti, il titolo che ha scelto per questo nostro primo incontro perché le cose, le situazioni e anche i temi, cambiano in maniera significativa a seconda dal lato da cui vengono visti, presi o affrontati. Perché, ci spiega la professoressa Vantini, cambiando i soggetti cambia anche la narrazione. E’ diverso, infatti, se la storia di Cappuccetto Rosso viene narrata dalla bimba, dalla nonna, dal cacciatore o dal lupo! Cambiare il punto di vista permette non solo di cambiare la prospettiva, ma addirittura di rifare la mappa. Molto spesso in passato, infatti, la parzialità e la soggettività di uno sguardo è stato assunto come intero, esaustivo, unico, dando vita ad una storia e una narrazione ritenute universalmente valide e imparziali. E’ una conquista di queste nostre amiche teologhe l’aver scoperto e mostrato come anche nella Chiesa, anche nell’approccio alle Scritture vi siano molti e diversi modi di lettura proprio perché nessuno può pensare di parlare per tutti, di dire l’intero, in maniera imparziale. Con l’entrata nell’universo prevalentemente maschile delle Facoltà Telogiche delle donne, queste hanno portato nei corridoi, nelle aule, tra banchi il loro vissuto, la loro sensibilità, la loro storia e questo loro vissuto diverso, questo loro sguardo diverso è in maniera del tutto naturale entrare nei loro testi, nelle loro tesi per riversarsi, infine, nelle diverse branche della teologica che hanno deciso di seguire una volta terminati gli studi. Sin dalle prime pioniere che hanno usufruito della libertà di accedere agli studi teologici deliberata dal Concilio Vaticano II ad oggi, le donne si sono trovate a fare concretamente i conti con la parzialità dello sguardo maschile considerato come unico e soprattutto “neutro”. Il maschile era considerato l “’impaziale”, mentre il femminile era sempre e solo “di parte”. Con e grazie a Lucia Vantini si entrerà in merito di questi temi che diventeranno materia di discussione e confronto. Le sei conferenze, infatti, sono strutturate come momenti di incontro e di confronto: dopo la conferenza del mattino, durante il momento del pranzo sarà possibile discutere con la relatrice e tra di noi, di quello che più ci ha interpellato. Mentre nel pomeriggio, vi sarà una ripresa di alcuni spunti, per esaminarli attraverso una discussione di gruppo e una messa in comune delle nostre riflessioni personali.
La partecipazione alla giornata è ad offerta libera, il pranzo a carico dei partecipanti previa iscrizione al segretariato (091 950 84 64) o direttamente presso le Suore di Santa Brigida (091 994 12 12)



