Il Gruppo Donne: presenze che abitano il Chiostro

Ogni mercoledì mattina, alle 7.30, il Vescovo di Lugano presiede la Santa Messa. È una celebrazione essenziale, collocata all’inizio della giornata, aperta a chi desidera cominciare il proprio tempo mettendosi in ascolto. Al termine della Messa, la vita si sposta naturalmente nel Chiostro. Qui viene offerta una colazione dalla Diocesi di Lugano: un gesto semplice di ospitalità, che prolunga la celebrazione in un tempo di relazione e di presenza reciproca. Sedersi insieme, condividere il cibo del mattino, scambiarsi una parola o un silenzio diventa parte dello stesso ritmo.

In questo contesto si inserisce la presenza l’Unione Femminile Cattolica Ticinese, che accompagna il tempo della colazione e le attività del mercoledì. Si tratta di donne impegnate in diversi ambiti della vita sociale ed ecclesiale, che scelgono di offrire tempo, competenze e attenzione, contribuendo a rendere il Chiostro un luogo vivo, curato, aperto, dove chiunque possa sentirsi benvenuto e benvenuta.

Una domenica d’agosto in Val Bavona

di Gabriella Tomamichel

“A parer mio, la religione sola può rendere sopportabile la dura vita al montanaro; il quale di questa verità più che mai è persuaso, e a lei ricorre ogniqualvolta abbisogna di conforto e di riposo. No, se la Fede non avesse solido albergo fra i monti, essi non avrebbero abitatori”.

Federico Balli si riferiva alla Val Bavona quando affermava questo legame fra la durezza della vita in montagna e la resilienza degli abitanti e contadini che s’ingegnavano a sopravvivere in questi luoghi così avari di risorse e impegnativi da gestire.

Su iniziativa promossa dall’UFCT, il 9 agosto ‘25, in una bellissima giornata estiva, un gruppetto di una quindicina di persone ha voluto percorrere a piedi un tratto della valle, fra Foroglio e Faedo, per conoscere e capire alcune caratteristiche di una realtà spesso, forse più di altre, confrontata con le forze della natura e il rapporto dell’uomo con essa.

L’uomo vi si insediò prima dell’anno Mille e vi prese dimora stabile poiché si ipotizza che il paesaggio fosse più verde e accogliente di adesso. L’abbandono avvenne presumibilmente dopo il 1500 a seguito di una serie di catastrofi naturali. I suoi abitanti si spostarono a Cavergno e Bignasco mantenendo la Bavona come un retroterra in cui recarsi durante i mesi estivi.

Sulla sua superficie di 124 kmq si distribuiscono sul fondovalle 12 villaggi chiamati “terre”. Esse sono collegate da “caraa”, ossia mulattiere chiuse da muretti paralleli, che rappresentavano le uniche vie di comunicazione fino al 1956 quando venne costruita la strada carrozzabile per i cantieri degli impianti idroelettrici.

Ogni villaggio ha le sue caratteristiche dovute alla morfologia e all’esposizione ai rischi di frane e valanghe. Lo spazio veniva occupato in modo da massimizzare la superficie dei campi. Persino i grossi massi franati a valle, chiamati baloi, venivano ricoperti di terra per poter sfalciare quel po’ di fieno da destinare al bestiame.

Le case e le stalle adiacenti ad esse, avevano dimensioni più o meno definite e tramandate nel tempo.

Le condizioni di vita, generalmente uguale per tutti, hanno dato forma, secondo il mio parere, a questo paesaggio armonioso che affascina ancora oggi il visitatore che arriva dall’esterno. Ogniuno costruiva, per la sua famiglia e i suoi animali, ciò di cui aveva bisogno, creando involontariamente una uniformità volumetrica fra gli edifici. Perfino gli oratori venivano costruiti con dimensioni compatibili con il resto degli edifici, soltanto le facciate erano maggiormente curate distinguendo così la loro funzione.

Con la transumanza stagionale si sfruttava ogni angolo di terra fino ad alte quote e la famiglia si organizzava fra chi restava al paese, chi in valle, chi ai monti, chi sugli alpeggi.

Foroglio, con la sua affascinate cascata formata dal torrente che scende dalla Val Calnègia. Da quando la regista tedesca Leni Riefenstahl ha inscenato un suo film nel 1931, non è mai cessato l’afflusso di turisti. Il suo oratorio, d’interesse cantonale, è abbellito dall’altare a portelli di legno risalente al 1553. Roseto, terra particolarmente solatía e ambientazione di una parte del romanzo di Plinio Martini” Il fondo del sacco”. Faedo, devastato da una enorme frana nel 1992 che ha distrutto metà del villaggio causando anche delle vittime umane e che dopo trent’anni ha riacquistato un aspetto gradevole e armonioso.

Queste sono le tre “terre” che abbiamo visitato e percorso prima di ritornare a Foroglio e riprendere, ciascuno soddisfatto della giornata trascorsa in compagnia, le nostre auto per il rientro a casa serbando un bel ricordo dei momenti trascorsi insieme in una domenica d’agosto in Val Bavona.

 

Gabriella 29.08.25

Incontro al “Cittadella” con due giornaliste e due teologhe

Proseguono al Centro Cittadella di Lugano i “Laboratori”, quest’anno dedicati al tema della speranza. Venerdì 11 è andato in scena quello dedicato al tema delle donne nel contesto ecclesiale. Al tavolo dei relatori ( in questo caso, delle relatrici): due teologhe e due giornaliste: Lucia Vantini, già presidente del Coordinamento delle teologhe italiane e da qualche mese nominata delegata per l’ambito della prossimità nella diocesi di Verona: un incarico equivalente al vicario diocesano, per la prima volta assegnato ad un laico, segnatamente ad una donna laica;  Stella N’Djoku, giornalista, scrittrice e poeta; Myriam di Marco, docente, ricercatrice e referente di rettorato e decanato alla Facoltà di teologia di Lugano e infine Corinne Zaugg, presidente dell’Unione femminile cattolica ticinese. A porre loro le domande: Antonio Bolzani, giornalista della RSI.
Lucia Vantini è stata subito sollecitata sul tema delle donne che continuano a non avere voce all’interno della Chiesa. Un’affermazione che Vantini ha decisamente respinto, dicendo che sono ormai decenni che le donne parlano, scrivono, insegnano. Anche ad alto livello. E che quindi la questione non è quella del silenzio delle donne, ma del “non ascolto” della loro voce. Salvo rarissime occasioni, infatti, il loro lavoro teologico o di ricerca viene preso in considerazione solo all’interno degli atenei in cui insegnano, mai però citato durante un’omelia o proposto come testo di studio in una formazione proposta da una parrocchia. E pertanto il pensiero teologico delle donne rimane (quasi) totalmente sconosciuto. Anche per Stella N’Djoku le voci delle donne ci sono: “Ma sta a noi cercarle, in quanto spesso i media, l’editoria, cercano “il caso”, dando quindi voce a una storia che, di solito, è quella che ha più potenziale di vendita, ma che non per forza “è” le altre storie. Anche perché dare voce a uno solo, spesso vuol dire “obbligarlo” a usare la voce per continuare con quell’unica narrazione e così si perpetua il fatto che noi sentiamo solo poche voci, se non siamo noi a cercarne altre, che sembrano più nascoste.”

Per Myriam Di Marco, che lavora e collabora principalmente con uomini sia laici sia sacerdoti, la questione della presenza delle donne nella Chiesa non è una questione di genere: “Nelle commissioni di lavoro la mia opinione conta come quella degli altri membri non perché sono donna, ma perché sono competente nel mio ambito.” Per Di Marco, la presenza delle donne nella Chiesa deve quindi avvenire all’insegna della competenza in una collaborazione di complementarità. In conclusione Bolzani che chiesta a Corinne Zaugg di indicare tre ambiti su cui intervenire per modificare lo status quo: “Dare maggior diffusione alla produzione teologica femminile moderna e contemporanea. Fare in modo che le donne siano più presenti all’interno delle facoltà di Teologia. Creare delle modalità per cui i seminaristi durante la loro formazione possano confrontarsi con figure femminili significative (docenti, psicologhe, ecc.). “E questo -ha concluso Zaugg – non solo per le donne, ma per il bene di tutta la Chiesa.”

Dieci donne per la Diocesi: «Eccoci, manda noi!»

Un gruppo di dieci donne della Unione Femminile Cattolica Ticinese ha consegnato nelle mani di Mons. Valerio De Raemy, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, un dossier che include i loro nomi, competenze e disponibilità, con un messaggio forte: vogliamo essere riconosciute e partecipare attivamente alla vita della Chiesa locale.

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Elenco attività 2024

  • Pellegrinaggio al monastero di Fahr: 7 ottobre ( giorno in cui è scoppiata la guerra nella striscia di Gaza) una trentina i partecipanti. Giornata bella e messaggio molto forte dalla priora di Fahr sul tema delle donne. Preghiera del giovedì?
  • Come anche lo scorso anno, c’è stato da parte dell’UFCT la Partecipazione alle Giornate di studio Laudato sì a Massagno ( 2 dicembre) . Il tema era “Sorella povertà”. Io sono stata invitata a moderare un incontro.
  • collaborazione con l’AC ( attività in comune) : Con Lara Allegri ci siamo viste con una certa regolarità per condividere il cammino associativo. Ne sono scaturite alcune attività condivise:
    24 febbraio ritiro spirituale in perparazione alla Quaresima che si è tenuto a Giubisco, presso la fondazione “Vita serena”.
    3 marzo, invece, in occasione del 75 anniversario della Madonna Pellegrina l’invito era di trovarsi a Locarno per salire in preghiera alla Madonna del Sasso. Ha guidato la preghiera don Angelo Ruspini.
  • Come aveva in un certo senso promesso lo scorso anno in occasione della nostra assemblea, don Sergio Carettoni mi ha invitato ad un incontro di formazione di lettori, accoliti e diaconi alla Clinica Moncucco.
  • Gruppo di lavoro donne : con una regolarità quasi mensile ci siamo ritrovati in una decina di donne ( di diverse provenienze e movimenti) per mettere a fuoco la tematica delle donne nella nostra diocesi. Molto ci ha preso il tema dell’ascolto. Con l’idea di creare un punto di ascolto. magari nella nsotra sede del Centro ma anche da un’altra parte. Abbiamo dibattuto delal necessità di fare una formazione. Nel corso dei nostri incontri è entrato anche con grande forza il tema degli abusi . Tre delle nostre donne hanno deciso di far parte del gruppo di aiuto alle vittime ( Rita ne vuoi parlare?)
  • Serie di incontri ( donne): sempre legato a questo tema è emersa anche la necessità di meglio conoscere il ruolo delle donne nella nostra Chiesa. Anche per capire come meglio aiutare le donne che si trovano in difficola e con cui magari entriamo in contatto nel nostro angolo incontro.  Abbiamo trovato un felice e feconda collaborazione  con l’Azione cattolica ambrosiana e diversi altri gruppi della zona di Varese e Milano con cui abbiamno portato avanti una serie di quattro incontro
  • Incontro con mons. Alain de Raemy , 11 marzo. Visto che gli incontri ormai avevano preso piede e volevamo poter contare sull’appoggio della diocesi, abbiamo sollecitato un incontro con mons. Alain de Raemy. Questo ci ha ricevuto, a condizione che rimanessimo anche a cena. E così in 6 lo abibamo incontrato e abbiamo trascorso una piacevole serata. Mons. De Raemy si è detto favorevole a tutte le nsotre inizaitive e ci ha dato alcuni consiglli per l’angholo incontro. Ora si tratterebbe di rientrare sul tema e capire in che modo procedere.
  • Clud del Vangelo prosegue settimanalmente a Mendrisio ( una decina i partecipanti)
  • …e così anche lo spiritual walking ( qusest’anno in diverse occasioni si sono trovate per visitare o freqeusntare alcuni santuari in cui c’era una ricorrenza magari anche infrastettimanale ( Morbio Inferiore, Madonna del Castelletto, Madonna del Sasso…) Liliana?
  • Inaugurazione casa la Montanina: l’8 giugno è stata inaugurata la Montanina dopo i lavori di ristrutturazione. Ci sarebbe da entrare nel Comitato della Montanina a rappresentare l’Unione femminile.