50 anni della “Montanina”: una casa che è un simbolo

Una casa non è mai solo una casa. Sempre è anche una storia. Anzi infinte storia. Le storie e i vissuti di quanti tra quelle quattro mura hanno trascorso il loro tempo, poco o tanto che sia. Una casa è sempre un luogo significativo: un incrocio di memoria e di memorie. Una casa è un segno. Una testimonianza che resta nel tempo.
Tutto questo è tanto più vero se la casa di cui parliamo è “La Montanina” di Camperio, che quest’anno compie 50 anni. Qui intere generazioni di bambini e ragazzi hanno affrontato le loro prime esperienze lontani da casa. Qui le giovani tabaccaie di Chiasso hanno fatto la loro prima vacanza. Qui dei ragazzi hanno capito che vi è un disegno nella vita di tutti e di ciascuno. E sempre qui, dei giovani hanno imparato ad essere coppia e poi famiglia e per tante persone anziane è stata porto sicuro e accogliente durante tantissime estati.
La soglia dei cinquanta è una soglia importante. Lontani sono i balbettii dell’infanzia, le irruenze dell’adolescenza e forse anche la baldanza dei 30-40 anni. Cinquant’anni possono essere ritenuti la simbolica soglia della maturità, dove passato e futuro vengono letti con consapevolezza e dove il vissuto inizia ad essere una narrazione significativa. E ancora una volta: tanto più per la Montanina, che di storia dietro di sé, ne ha lasciata tanta. Una storia fatta di tanto coraggio e altrettanta fede. Il coraggio e la fede di un manipolo di donne (che qui ricorderemo con il loro nome di battesimo soltanto come si fa tra amici): ad iniziare da Dionigia e Rosita, per passare da Emilia, Ilda e Ines, per terminare con Carmen e Corinna, Mirta e Orsolina, Maria e Brigida, Angela e Felicita, Gabriella e Gabriella, Wilma e Maria e le tante altre che mi perdoneranno se non le ricordo personalmente ma grazie al cui lavoro generoso e non retribuito, la Montanina ha potuto arrivare a questo suo compleanno con un volto rinnovato, sorridente e ancora decisamente giovane. Nonostante tutto. Sì perché il tempo che passa non cancella le difficoltà, le ansie, le decisioni difficili che si sono dovute prendere riguardo al futuro della casa. Tra i 40 e i 50 anni si sono dovuti fare lavori importanti per poter continuare ad offrire servizi all’altezza delle esigenze dei suoi fruitori, così tanto cambiati nel tempo. Cucina, tetto, mansarda e muri esterni sono stati adeguati ai tempi, rifatti, isolati, con un vero e proprio atto di fede nei confronti di un futuro che si ignora come potrà svilupparsi, soprattutto per quanto riguarda le realtà associative come la nostra. Ma ancora una volta, ed è una costante nella storia della Montanina sin dalla sua costruzione, si è voluto credere che c’è un futuro per la semplicità, per l’educazione alla fede delle giovani generazioni, per le famiglie che vogliono ritrovarsi, per gli anziani che hanno bisogno di sentirsi accolti. Ed oggi la Montanina risponde “Eccomi”. Seppure con una mancanza cronica di forze lavoro volontarie che si mettono a disposizione ora per gli anziani, ora per i bambini, ora per la cucina, ora per le pulizie.
E se il 24 luglio, la Montanina apre, una volta ancora, le sue porte per accogliere passato e presente, giovani di ieri e di oggi, famiglie con bambini piccoli o qui diventati grandi, è per dire che “sì, ancora una volta ci crede” e invita tutti coloro che dalle sue camerate, saloni, giardino e sala giochi sono passati, a voler far festa insieme e dire tutti insieme grazie per la passione, la generosità e gli esempi di “vita buona” che qui si sono incontrati e che si ha avuto personalmente occasione di vivere e di cui la Montanina è il simbolo.

Alla “Montanina” di Camperio la festa per i 100 anni dell’UFCT

Voleva essere una giornata di festa e così è stata. Domenica 29 agosto, la storica casa dell’Unione Femminile cattolica ticinese (UFCT)”La Montanina” a Camperio, si è riempita, sin dal mattino, di donne: di “Donne che hanno fatto l’Unione ”, come recita il titolo del libro che Luigi Maffezzoli ha dedicata alla rievocazione dei primi 100 anni di esistenza di questa associazione nata a Lugano nell’ottobre del 1921 sulla spinta di un pugno di giovani che cercavano una propria dimensione per vivere e praticare la propria fede.
Di quelle pioniere, certamente non c’è più nessuno, ma tutte le presenti avevano in un modo o nell’altro -fino ai giorni nostri- contribuito a passare il testimone e a tenere accesa la fiaccola ideale accesa quel giorno di cento anni fa.
Sono state pertanto la gioia, la commozione ma anche la speranza di un futuro ad aleggiare sulla settantina di partecipanti, nel corso della giornata che ha visto anche la presenza della presidente onoraria Carmen Pronini, di Maria Teresa Candian della Compagnia di Santa Teresa, di una delegazione dell’Apostolato dei Laici della Svizzera romanda (CRAL), di una rappresentante del Frauenbund ( Lega delle donne cattoliche svizzere), nella persona di Myriam Christen-Zarri, oltre naturalmente a chi nell’Unione Femminile ha trascorso infanzia, adolescenza ed età matura e di anche di chi ha investito tempo ed energie nella gestione della casa “La Montanina”. Oltre naturalmente, all’attuale comitato composto da Anna Grandi di Vacallo, Rita Bertoldo di Lugaggia, Liliana Manea di Mendrisio, con la presidente Corinne Zaugg, pure lei di Mendrisio.
Dopo un bel momento conviviale ed un ricco buffet, alle 15.30 si é aggiunto anche il vescovo, mons. Valerio Lazzeri, per la celebrazione della messa. Nell’omelia si è rivolto alle donne presenti con parole di gratitudine e di riconoscenza, ma anche con un consapevole sguardo al presente, riconoscendo nelle donne una forza ed un lievito per l’intera diocesi. Al momento dell’offertorio è stato portato all’altare anche il prezioso calice consacrato nel 1922 dal vescovo mons. Aurelio Bacciarini e destinato per la celebrazione quotidiana nell’erigeda basilica del Sacro Cuore di Lugnao, dove si trova tutt’ora. Era stato acquistato attraverso una sottoscrizione di 5 centesimi per socia, che coinvolgendo 15 mila offerenti, arrivò a raccogliere 750 franchi. Il calice, da allora, accompagna tutte le ricorrenze e i momenti significativi dell’UFCT, e pertanto non poteva mancarne neppure domenica.

Passata la festa, l’UFCT guarda ora avanti e propone per il 9 ottobre un pellegrinaggio a Sachseln, sulle orme di Dorothee Wyss, la moglie di san Nicolao della Flüe. Iscrizioni telefonando allo 091 950 84 64 o scrivendo a info@unionefemminile.ch

Invito festa montanina

 

 

 

Mendrisio, 9 luglio 2021

 

Carissime amiche e amici,

Finalmente ci siamo! Dopo aver dovuto far slittare la nostra festa per i cento anni dalla nascita dell’Unione Femminile a causa della pandemia, quest’anno finalmente possiamo festeggiare tutte e tutti insieme. Sarà una festa semplice come è nel carattere e nello nostro spirito della nostra associazione e comprenderà due momenti: un pranzo offerto in comune e una santa messa da campo (tempo permettendo) presieduta da mons. Valerio Lazzeri.

Ecco il programma nel dettaglio:

Data : domenica , 29 agosto 2021
Luogo : Casa La Montanina di Camperio
Orario : 12-12.30 Accoglienza
12.30 Pranzo a buffet ( offerto dall’UFCT )
15.30 S. Messa

Sabato e domenica 28-29 agosto vi saranno due giorni di formazione e fraternità alla Montanina di Camperio promosso dal Consiglio diocesano di Azione Cattolica, aperto a tutti i giovani e adulti interessati. Chi lo desidera può aggregarsi e recarsi alla Montanina già nella giornata di sabato. L’incontro inizia alle ore 9.30

Iscrizioni entro mercoledì 18 agosto a segretariato@azionecattolica.ch oppure telefonando a 091 950 8464, o scrivendo a ACT, via Cantonale 2A 6001 LUGANO.

Felice di incontrarvi per questa bella occasione di festa

Corinne Zaugg
Presidente UFCT