Articolo sull’Assemblea 2018
di Corinne Zaugg
“La nostra è un’associazione piccola. E rispecchia la fragilità di ciascuna di noi. Fragilità che assume volti di volta in volta diversi: quello dell’età, della malattia, degli impegni di cura all’interno delle famiglie, delle situazioni di vita in cui ci troviamo. Ma anche semplicemente legate alla nostra condizione di donne che vivono il loro tempo. Con i suoi ritmi, le sue contraddizioni, le sue sfide. Ma l’Unione Femminile è anche parte di un’altra realtà. Solida, fedele, che ci copre come un mantello. Quella di Dio, che da sempre cammina non solo accanto, ma dentro a questa nostra realtà e la rende qualcosa che sì ci appartiene, che sì mandiamo avanti, ma che comunque ci sorpassa.”
E’ questo un passaggio della relazione presidenziale che Corinne Zaugg, da otto anni ormai, a capo, dell’UFCT, ha letto nel corso dell’assemblea generale, che quest’anno ha avuto luogo a Giubiasco, il 16 dicembre. Una relazione dolce-amara, come qualcuno l’ha definita, perché Corinne Zaugg nel fare il suo resoconto, ha voluto mettere sul tavolo accanto a cifre in lieve crescita, ad un bilancio in nero e alle attività che numerose hanno costellato l’anno associativo, anche la fatica, le frustrazioni e forse anche le delusioni che accompagnano questo cammino. Fatiche, frustrazioni e delusioni che, tutto sommato fanno parte e accompagnano anche qualsiasi cammino umano. “So che l’UFCT è stato lo strumento di un mio cammino spirituale importante” ha proseguito Corinne. “Oltre che occasione di amicizie grandi e importanti, è stato occasione per pensare e pregare, per riflettere e approfondire, per incontrare e conoscere. Per incontrare la Provvidenza e imparare a mettermi al servizio. Per confrontarmi con la gratuità e i periodi di …deserto.”
Lunga è stata la lista delle attività che Beatrice Brenni, vice-presidente dell’associazione ha presentato. Ma chiara è la convinzione che non sia questo elenco a rappresentare l’essenza dell’UFCT. Un’essenza che non va cercata e non si esaurisce in quello che si fa e si propone. Ma nel perché lo si fa e perché lo si propone.
“Qualora l’associazione dovesse diventare il fine del nostro affannarci” ha proseguito la presidente, “qualcosa all’interno di questo percorso, si sarebbe inceppato. Qualora ci dovessimo sottrarre a questo farci macinare dalla vita per portare avanti quello che è solo una bandiera, un vessillo targato UFCT, mantenendovi le nostre vite, il nostro coinvolgimento, la nostra amicizia, al di fuori. Allora sì, potremmo parlare di fallimento.”
Successivamente, una vivace discussione ha toccato anche un altro tasto importante dell’attività dell’Unione Femminile e alle volte un po’ dimenticato: quello delle attività benefiche con le tre collette annuali in favore di progetti che toccano realtà locali, progetti nazionali e internazionali, più quella per il finanziamento di una borsa di studio per permettere ad un giovane o una giovane di frequentare la Facoltà di Teologia di Lugano. Un impegno che ogni anno permette di raccogliere tra gli 8 e i 10 mila fr. Nel corso dell’assemblea sono intervenute anche Lara Allegri, caporedattrice di Spighe e Corinna Franchi-Stornetta, con una relazione rispettivamente sulla rivista “Spighe” che va assolutamente sostenuta e la casa di vacanza “La Montanina”, che necessita di nuovi lavori di ristrutturazione. La cassiera Liliana Manea e i revisori, Rina Ceppi e Wilma Mottini, hanno infine presentato e verificato i conti che sono stati approvati dall’assemblea.
E’ stata un’assemblea frequentata, molto partecipata e vivace, in cui ha regnato un clima di fiducia, vicinanza e volontà non solo di fare bene, ma di usare al meglio lo “strumento” Unione Femminile per la crescita di ogni persona che ne è, oggi, personalmente toccata. E in vista chi potrà esserlo in futuro.



