Presentazione ciclo di tre incontri sulla cura
“Ed io avrò cura di te”: è questo il tiolo che abbiamo scelto per questa serie di tre incontri dedicati alla “cura”: alla pratica della cura perché la cura ( non è un sentimento) è innanzitutto un fare, anche se ha molto a che fare con l’essere. Con quello che siamo. Perché come ha scritto la pedagogista Luigina Mortari, ( che mi ha un po’ guidata in queste riflessioni e che sono andata a sentire a Roma proprio in vista di questa serie di incontri) che molti si occupa di questo tema: Siamo quello che facciamo e quello di cui abbiamo cura”. Il primo incontro si terrà il 30 aprile e sarà dedicato al “Lavoro della cura” e vedrà avvicendarsi al tavolo dei relatori Lara Allegri ( infermiera) e don Sergio Carettoni ( assistente spirituale in ospedale).
Il secondo, che si terrà il 14 maggio vedrà la teologa italiana Simona Segoloni che ci spiegherà come mai la cura nei secoli è sempre stata appannaggio delle donne. Delle madri, sorelle, figlie. E se ora, complice anche la crisi del covid , la cura non possa uscire da questi steccati di genere e diventare occasione di crescita per tutti. Uomini e donne. Simona Segoloni verrà affiancata da mons. Valagussa, che nella diocesi di Milano si occupa della formazione del clero. Ci è sembrato importante che in questa riflessione venissero coinvolti anche coloro che formano i preti di domani per i quali la cura : quella dell’anima, ma non solo, rappresenta il fulcro del loro futuro ministero.
Il terzo incontro è forse quello dal titolo più misterioso: “La cura tradita”. Lo sappiamo, purtroppo. Il compito di prendersi cura può anche venir disatteso, trascurato, negletto o addirittura trasformarsi nel suo contrario.
Verranno a parlarne da Milano Paola Lazzarini Orrù, sociologa, fondatrice di Donne e Chiesa e giovane madre che ha avuto il coraggio di guardare anche a questo tipo di relazione tossica (e vi assicuro che ci vuole coraggio) all’interno della nostra Chiesa. In particolare, nella relazione sacerdoti -donne, sacerdoti-religiose. Il secondo ospite di quella mattina sarà lo psichiatra Graziano Martignoni.
Sin dal suo affacciarsi al mondo e fino all’ultimo suo respiro, la vita richiede cura. E in particolare proprio all’inizio e alla fine ne serve moltissima. La vita va fatta venire al mondo, va conservata nel tempo, riparata dalle ferite dell’esistenza. Ma proprio perché la vita è fragile e noi siamo fragili, il lavoro di cura non è né semplice, né scontato, né esente da problematicità.



